domenica 10 dicembre 2017

DUE APPUNTAMENTI PER VENERDI' 15 DICEMBRE

A Torino in Via Principe Tommaso 4, dalle ore 15,45 alle ore 19,15 prosegue il corso biblico sul Primo Libro di Samuele. Tratteremo i capitoli della vicenda di Saul.

Attenzione: Franco Barbero metterà a disposizione alcune copie del libro "Confessione di fede di un eretico" Ed. Mille per chi ancora volesse acquistarlo.

Nella stessa serata di venerdì 15 dicembre  Franco parteciperà alla celebrazione natalizia a Rivalta presso "Il Filo d'Erba" alle ore 19,30 del Gruppo Primavera
Anche a Rivalta sarà disponibile il libro di Franco Barbero


GRUPPI BIBLICI A PINEROLO

Domani 11 dicembre in Via Città di Gap,13 presso la sede della comunità cristiana di base si svolgono i due gruppi biblici delle ore 15,30 e delle ore 21.
Proseguiremo con la lettura della Prima lettera ai Corinzi dal cap. 5 al 9.

MACRON PARLA CHIARO

Grande importanza ha la posizione presa da Macron in netta opposizione alle  decisioni di Netanyhau, il cui comportamento criminale deve essere bloccato.
Macron è cresciuto a livello morale uscendo dai linguaggi ipocriti della diplomazia.
La Corte internazionale di Giustizia dovrebbe emettere un mandato internazionale di cattura per incarcerare questo nuovo Hitler che vuole sterminare i palestinesi.
Queste corti internazionale di Giustizia di che cosa si occupano se lasciano in libertà un delinquente come Netanyhau?
Franco Barbero

Quando la notte ci minaccia
Padre,
quando la notte ci minaccia,
che il tuo Spirito ci ricordi la tua presenza.
Quando la paura ci atrofizza,
che la tua pace ci ridia fiducia.
Quando la sofferenza ci sfigura,
che la tua forza ci aiuti a sopportarla.
E quando la morte ci distrugge,
che il tuo amore ci ricordi che tu accogli i tuoi.
Donaci, per mezzo del tuo Spirito,
gli sguardi che calmano,
i gesti che accarezzano,
le parole che ricostruiscano un legame.
E donaci anche i silenzi che ti lascino un po' di posto,
il tuo posto nel cuore delle nostre vite.
Amen.

Serge de Visme - Francia

 
PRENOTATE
Franco Barbero "Confessione di fede di un eretico" 
Edizioni Mille
Prenotate a info@edizionimille.eu 
Per informazioni: 011/546076 - 348/3888709


Per un nuovo umanesimo

Nella "dissoluzione del soggetto" che ogni giorno è sotto i nostri occhi una comunità cristiana veramente umana ed adulta può dare un contributo rilevante.
La lotta per la giustizia e il sostegno reciproco realizzano esperienze di vicinanza ai più deboli ed emarginati.
Bisogna partire dal lavoro quotidiano sulla qualità delle relazioni per poter intervenire nei passaggi difficili verso una nuova crescita equilibrata. Sono convinto che, senza un riferimento trascendente, molte esistenze non trovino più nella società di oggi un riferimento alto, forte, capace di generare resistenza al dolore e alla disperazione.

Franco Barbero
Gruppi biblici in Via Città di Gap 13

Lunedì 11 dicembre alle ore 15,30 e alle ore 21 leggeremo nei due gruppi biblici i capitoli 5 -9 della Prima lettera di Paolo ai Corinzi.
Preghiera

Signore,
ho trascorso la mia vita
a dimostrare a me stesso e agli altri
che ho ragione.
La verità volevo averla
dalla mia parte.
Così non ho potuto compiere il cammino
che tu avevi destinato per me.
Ora appartengo a coloro che son chiamati
vecchi.
Vivo il tramonto. Poi verrà la notte.
Non lasciarmi solo negli ultimi miei passi.
Ti prego, liberami
dal bisogno di provare la mia capacità,
dalla paura di ritenere
di avere sbagliato tutto.
Ho vissuto in mezzo alla gente.
Ora divento solo.
Nessuno ha bisogno di me.
Ognuno fa la sua strada.
Ti prego, aiutami
a non chiudermi nella mia solitudine,
a saper tacere
senza compatirmi.
Vorrei rendere utile il mio silenzio.
Donami la calma. Mi affido a te.
Jörg Zink

da Come pregare, Claudiana (con qualche modifica di Dario Oitana)
Il lusso nel vuoto dell'altro Myanmar viaggio nella città fantasma dei militari

Nay Pyi Taw. La chiamano «ghost town», la città fantasma, attuale capitale del Myanmar. Estesa quattro volte tanto Londra, secondo i numeri forniti dal governo non ha che un ottavo dei suoi abitanti, sotto il milione. Ma in molti nel Paese sono pronti a scommettere che la cifra sia da ritoccare, e di molto, al ribasso. Ieri, all'arrivo del Papa, era completamente deserta: enormi strade separate da aiuole curate nei minimi dettagli e completamente desolate. E così, assicurano i pochi abitanti, è tutto l'anno.
Nulla in confronto al caos di Rangoon, l'ex capitale.
Si chiama Nay Pyi Taw, che significa «sede dei re», ed è stata costruita dal nulla dai militari nel 2005 senza fornire spiegazioni alla popolazione.
Anzi, a essa i militari pare abbiano offerto vantaggiosi contributi per trasferirsi ma in pochissimi avrebbero risposto «sì». Una versione, questa, che tuttavia non collima con quanto alcune fonti governative hanno lasciato trapelare: il motivo della mancanza di residenti sarebbe legato più che altro al fatto che avere una capitale vuota lascia più tranquillo lo stesso governo: se non c'è la popolazione, non possono esserci insurrezioni popolari. Nay Pyi Taw sorge a 320 chilometri a Nord di Rangoon, sulle rive del lago Shan, fra risaie, campi di canna da zucchero e foreste in parte inesplorate. Nonostante i lussuosi hotel, spesso deserti, in pochi hanno potuto visitarla da cima a fondo. Ai giornalisti occidentali entrati in questi anni nel Paese, in particolare, l'accesso è stato quasi sempre negato. Impossibile poi, a parte l'eccezione avvenuta ieri grazie all'arrivo di Francesco, accedere al palazzo presidenziale, un vero e proprio fortino a prova di colpo di Stato. Circondato da un fossato profondissimo largo centinaia di metri, è collegato al resto della città da dei ponti che all'occorrenza si possono ritirare per isolare l'edificio completamente da tutto e da tutti. Le immense strade che lo circondano – anche con dieci corsie per senso di marcia – sono state studiate così larghe apposta per permettere in caso di emergenze l'atterraggio e il decollo di aerei militari.
Il palazzo presidenziale è la sede dell'esecutivo e la residenza del capo di Stato e governo. Al suo interno vi sono almeno cento stanze, pulitissime ma quasi del tutto inutilizzate. Sul davanti c'è un'immensa facciata con un pronao costituito da alte colonne scanalate bianche e decorate con finiture dorate in corrispondenza dei capitelli.
Prima del grande fossato, prati verdi all'inglese sui quali gli stivaletti dei militari camminano senza fare alcun rumore.
Costata almeno quattro miliardi di dollari, la città è un insieme di strade sempre vuote, che collegano imponenti gruppi di edifici presidenziali. Ci sono anche molti alberghi con Spa e campi da golf, ristoranti extralusso. Ma non c'è anima viva. Pochissime le abitazioni visibili. In giro, soltanto un grande senso di vuoto e di tristezza. Passeggiarvi è un'esperienza unica e, insieme, difficile da rendere a parole.
In una zona centrale è stata costruita la Grande Pagoda Uppatasanti, replica della Shwedagon Pagoda di Rangoon, soltanto di trenta centimetri più bassa. Conserva all'interno un dente di Buddha. Il prominente spiazzo d'entrata è sempre sostanzialmente vuoto, nulla in confronto al brulichio di pellegrini che affollano la circonferenza del grande centro religioso di Rangoon.
Un'esperienza impagabile è l'arrivo all'aeroporto internazionale della città.
Immensi spazi con soffice moquette quasi mai calpestata. I duty-free e altri negozi sono sempre aperti. Dentro soltanto i commessi in perenne attesa.
Paolo Rodari

(la Repubblica  29 novembre)
Ci hai raggiunto

Signore, nostro Dio,
ci hai raggiunto nella nostra umanità
non per giudicare gli esseri umani,
ma per cercarli e liberarli.
Sei venuto per accompagnarci
per aprirci nuove strade,
cammini alla portata di tutti,
dai più piccoli ai più anziani.
Ci inviti a metterci in marcia,
perché tu vuoi accompagnarci.
Sì, tu cammini al nostro fianco,
come lo può fare l'unico, il magnifico compagno di
strada che sei.
Tu sei là ogni giorno,
che sia illuminato dal sole,
o che sia nebbioso e triste.
Sei là quando lo pensiamo,
ma ci sei anche quando lo ignoriamo
o quando lo dimentichiamo.
Sei tu che metti sulle nostre strade i segnali necessari
per rimanere nella buona direzione,
e sei tu che ci correggi quando ci smarriamo.
Che tu sia lodato, Signore,
per la tua parola e per la tua presenza.

Charles Bossert - Francia
Così il Papa ringrazia chi sta accogliendo i Rohingya in fuga

DACCA, BANGLADESH. Una cappa di smog accoglie l'aereo di Francesco in arrivo a Dacca, capitale del Bangladesh, seconda e ultima tappa del viaggio asiatico.
Sovrappopolazione e inquinamento, tuttavia, non sono gli unici problemi del Paese. Ci sono le ferite del fondamentalismo religioso e le sofferenze delle minoranze etniche costrette a sfollare in Bangladesh dall'ex Birmania.
Francesco, davanti alle autorità politiche, le ricorda a dovere. E anche se ancora preferisce non citare i Rohingya, la minoranza islamica che vive nei campi profughi a ridosso dei confini, osa fare un passo in avanti rispetto ai discorsi pronunciati a Rangoon e Nay pyi daw. Qui, infatti, in un Paese a maggioranza islamica, elogia, lo «spirito di generosità» e lo «slancio umanitario» con il quale il Bangladesh si è speso «a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine» e, insieme, chiede che «la comunità internazionale attui misure efficaci nei confronti di questa grave crisi». Francesco ricorda l'attentato jihadista del 2016 quando morirono 20 persone e ringrazia per come le autorità hanno condannato la strumentalizzazione del nome di Dio per giustificare il terrorismo.
Il presidente del Bangladesh, Abdul Hamid, ringrazia Bergoglio, per «la posizione che ha preso in favore dei Rohingya».
Una vicinanza, quella di Francesco, visibile oggi, quando incontrerà un gruppo di Rohingya in un incontro interreligioso.
Paolo Rodari

(la Repubblica 1 dicembre)
Nel vuoto delle nostre mani

Nel vuoto delle nostre vite il Signore pone la speranza.
Nel vuoto delle nostre mani il Signore depone il suo amore.
Nel fondo dei nostri occhi il Signore depone la sua luce.
Nel fondo dei nostri cuori il Signore depone la sua pace.
Sì, la pace di Dio è sopra di noi.
Sì, la pace di Dio è in noi
Sì, la pace di Dio è fra di noi.

Culto radio di Besançon - Marzo 2010 - Francia

Crescere: come?

E' prerogativa dell'uomo aspirare a una crescita continua. Ma una sola crescita è necessaria, quella della bontà.

Leone Tolstoj

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.

Martin Luther King

sabato 9 dicembre 2017

Una situazione difficile

Da noi per molti anni la conoscenza dell'esperienza delle comunità cristiane di base dell'America Latina è stata diffusa e accolta come un fatto consolidato ed esemplare. Io, invece, avevo notizie di persone che dal Brasile, almeno in questi ultimi 10 anni, mi fornivano notizie assai diverse. Mi parlavano di un lento declino e spegnimento.
Molti teologi latinoamericani, mi riferivano questi amici, sono più presenti e noti in Europa e in Italia che da noi e i loro libri sono molto più noti in Italia che in Brasile.
Spero che abbiate letto l'intervista pubblicata il 21 da Adista a Sebastião A. Gameleira Soares su "La necessità di pensare a lungo termine".
Non era avvenuta una vera riappropriazione biblica e teologica dal basso. Se un movimento comunitario negli anni, con gradualità, con un umile faticosissimo lavoro, non arriva a "creare comunità" capaci di riconoscere e far vivere tutti i ministeri necessari, al proseguimento del suo cammino, presto o tardi ritorna in campo il potere della gerarchia.
Mi sono sempre stupito che, dopo 40 anni di percorso, le comunità di base latinoamericane in larga maggioranza, qualora fosse assente un prete, celebrassero solo la liturgia della parola.
Credo che, anche in questo periodo di gravissima crisi, possa dar luogo ad una riflessione che generi nuove partenze con una forte capacità autocritica. Se uno non riconosce le proprie ombre, il futuro si fa lontano.
Pubblicherò su questo blog alcune pagine dell'articolo citato.
Franco Barbero