domenica 23 aprile 2017

Letterina aperta al papa

Caro papa Francesco,
in questi giorni pubblico sul mensile "Tempi di Fraternità" alcune riflessioni che forse possono interessarti.
Ma oggi voglio mandarti una "letterina" su un argomento solo.
Tu parli molto spesso e ti pronunci molto coraggiosamente e profeticamente contro le guerre, le armi e le industrie che le fabbricano.
Ma come non ti accorgi che la chiesa cattolica ha una sua cappellania militare, con tanto di vescovo generale, con altri preti graduati e pagati dallo Stato, che fanno mostra di sé nelle parate e che benedicono ambigue "missioni di pace?". Ha senso una "chiesa in armi" che si autogiustifica con il pretesto della cura pastorale dei soltati e delle soldatesse? Il tuo prezioso messaggio di pace e di disarmo non entra qui in un contrasto stridente? Io sono uno sconosciuto prete dell'estrema periferia teologica e pastorale e non aspetto una tua risposta. Voglio solo porti una domanda che ritengo urgente e bisognosa di una risposta non verbale, ma concreta e coerente con il messaggio di Gesù di Nazareth.
Con affetto e stima
don Franco Barbero
IL CRIMINE DELL'INDIFFERENZA

Il peccato d'indifferenza ha una lunga storia in Europa. Lo scrittore Herman Broch lo chiama, narrando la Germania pre-hitleriana, crimine dell'indifferenza: più grave ancora del peccato di omissione, perché non perseguibile penalmente (nel primo caso c'è almeno il reato di omissione di soccorso). L'indifferente non è stato sveglio, quando si poteva. «Non è stato attento al mondo in cui viviamo», dice il Papa: «Non abbiamo curato e custodito quello che Dio ha creato per tutti». Chi difende il proprio benessere buttando a mare gli «uomini di troppo» usa il cristianesimo, mal dissimulando il razzismo e facendo quadrato attorno alla triade «Dio, famiglia, patria tribale». Ha perfino, come Cicchitto, l'impudenza di invocare la laicità: che lo Stato governi, e i Papi scrivano encicliche. Disobbediente, imperturbato, il papa infrange quest'ordine imbalsamato. Non a caso il suo nome è Francesco. Sappiamo che le prediche di Francesco mutarono il mondo.
Barbara Spinelli

(la Repubblica, 10 luglio 2013)
Dialogo pasquale

"Figlio mio, figlia mia:
non sopportare più i faraoni,
non erigere muri nel tuo cuore,
guardati dagli idoli e ama la vita.
Cammina al mio cospetto.
Ricordati della mia parola,
tienila davanti ai tuoi occhi;
riponila nel tuo cuore
e sia per te il cibo del cammino".
O mio Dio, accompagnami nel mio cammino,
tienimi libero dagli idoli,
ho bisogno della Tua mano.
Accompagna le persone che zoppicano,
che cadono, che non sanno dove aggrapparsi
"Figlio mio, figlia mia:
ti darò la mia mano,
ma tu ricordati di porgere la tua
là dove si lotta, dove si prega,
là dove si costruisce fraternità e sonorità.
Non sono il Dio soltanto tuo,
sono il Dio dell'umanità e del mondo".

​[la Repubblica 12 aprile]

Il nuovo che avanza

Tutto sommato c'è veramente del nuovo nei 5 Stelle: puoi cliccare e scrivere "Grillo Re".
I sindacati in sordina, il Parlamento occupato dai nuovi salvatori, in relazione all'Europa un po' dentro, un po' fuori. A Genova, l'eretica non può essere bruciata o incarcerata, ma è già scaricata.
Nuovo? Sì, un ritorno alla monarchia, con tanto di corte e di sudditi.

Franco Barbero
Un prete fanatico per l'Uttar Pradesh

È giovane, attraente, ieratico e capace di infiammare le folle con i suoi discorsi. E per i suoi seguaci è praticamente «una reincarnazione di Dio, è Dio fatto persona». Si tratta di Ajay Singh Bisht, meglio noto come Yogi Adityanath, il religioso induista eletto primo ministro dell'Uttar Pradesh. L'attribuzione a un religioso integralista hindu della carica di Primo ministro nello Stato più popoloso dell'India (200 milioni 
di abitanti) ha fatto gridare allo scandalo in patria e non solo.
Perché se lo Yogi è considerato Dio dai suoi seguaci, per tutti gli altri è invece quasi un diavolo. Un diavolo mandato cinque volte in Parlamento dalla circoscrizione elettorale di Gorakhpur e assurto agli onori delle cronache più di una volta per dichiarazioni incendiarie: ha accusato i musulmani di praticare la "love jihad" seducendo donne induiste per convertirle, ha accusato Madre Teresa di essere parte di una cospirazione internazionale volta a convertire l'India al Cristianesimo, ha invocato più di una volta pene severissime per coloro che uccidono o mangiano carne di mucca e ha promesso durante la sua campagna elettorale l'istituzione di squadre di vigilantes che dovrebbero vegliare sulle vacche di cui sopra e sull'onore delle donne hindu.
A carico dell'ineffabile Yogi pendono una serie di incriminazioni per tentato omicidio e per istigazione alla violenza. Anni fa ha passato anche una decina di giorni in galera accusato di sedizione e di incitazione all'odio: la cosa però sembra non importare a nessuno. Lo Yogi è anche a capo di una organizzazione di veri e propri squadristi, la Hindu Yuva Vahini, che provvede e ha provveduto in passato a fomentare episodi di violenza e odio religioso contro musulmani e cristiani.
Non solo: il nuovo Chief Minister è un sostenitore della ricostruzione del tempio di Rama sul sito della Babri Masjid distrutta (da integralisti hindu). La controversia, da tempo più o meno dimenticata, che ha provocato nel corso degli anni migliaia di morti, è stata riportata prepotentemente alla ribalta dallo Yogi e rischia di incendiare tutto l'Uttar Pradesh.
Francesca Marino

(L'Espresso 9 aprile)

sabato 22 aprile 2017

SCHELETRI NELL'ARMADIO?


Può non risultare così sorprendente che il card. Muller non abbia tutta questa fretta di dare il suo assenso alla creazione del tribunale speciale per i vescovi negligenti in materia di gestione degli abusi.
Che abbia lui stesso qualcosa da rimproverarsi in questo senso non sembra un'ipotesi surreale.
In un'intervista a Die Zeit dell'anno scorso infatti, Fritz Wallner, ex presidente del Consiglio diocesano dei laici della diocesi di Regensburg, in Baviera, dove Müller è stato vescovo per un decennio, ha raccontato come quest'ultimo, insieme al suo vicario generale, mons. Michael Fuchs, avesse introdotto ciò che ha definito il "sistema Regensburg", un modo per evitare l'emergere dei numerosi casi di abusi sessuali, soprattutto quelli avvenuti all'interno del prestigioso e antichissimo Regensburg Domspatzen, il coro di voci bianche della cattedrale.
Di questo coro era stato peraltro direttore il fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger che, interrogato, ha sempre detto di essere totalmente all'oscuro di quanto accaduto: cosa che, per Wallner, è semplicemente impossibile.
I casi hanno cominciato a emergere capillarmente, poi, nel 2015, guardando la tv bavarese ha trasmesso un agghiacciante documentario intitolato "Peccati contro i ragazzi del coro". Secondo Wallner, quello è stato il momento in cui si è deciso di attivarsi e si è dato l'incarico ad un avvocato indipendente di fare ulteriori indagini. In otto mesi, l'avvocato, Ulrich Weber, scoprì 231 casi di abusi, e molti altri sono ancora sepolti.
Ed è convinto, anche lui, che Georg Ratzinger dovesse esserne a conoscenza.
Facendo però un passo indietro, nel 2005, racconta Wallner, Müller, criticato dai confratelli vescovi ma supportato dalla Congregazione vaticana per il Clero, smantellò improvvisamente il Consiglio diocesano dei laici. Lui, Wallner, ne faceva parte da 22 anni. "Müller voleva mantenere un saldo controllo e ciò si rivelò fatale per le investigazioni interne sugli abusi", afferma l'uomo. Due anni dopo, si scoprì che un prete di una parrocchia, risultato responsabile di abusi sui minori, era già stato arrestato per lo stesso reato in 22 casi, e che la diocesi era stata zitta.

Müller si difese accampando una diagnosi di presunta "guarigione" dello psichiatra che aveva in cura il prete, ma sta di fatto che assegnandogli un ruolo pastorale a contatto con bambini aveva violato le linee guida della Conferenza episcopale, che diffidavano dall'attribuire a preti pedofili altri compiti in parrocchia. Non solo: nel 2012 declinò qualsiasi responsabilità della Chiesa o del vescovo, affermando che "se un insegnante abusa di un bambino, la colpa non è della scuola o del ministero dell'Educazione".
Ludovica Eugenio, Adista 25 marzo

GRAZIE, DIO DELLA VITA

O Dio, sono così grato a Te che ci apri continuamente orizzonti di solidarietà oltre i confini del nostro "piccolo mondo quotidiano", ma Ti ringrazio con uguale intensità per il fatto che in questi giorni hai regalato a me e a tutta la mia comunità il dono della profezia vicina di tante lesbiche e di tanti gay cristiani con i quali abbiamo confrontato i nostri percorsi di vita, abbiamo pregato, meditato la Tua Parola, stretto più intensi vincoli di amicizia. Grazie, o Dio, tieni aperti i nostri cuori e le nostre orecchie..., pronti/e ad accogliere la profezia da qualunque parte essa venga.
Franco Barbero

CONTRO L'INDIFFERENZA

O Dio, che hai reso pazzo di amore Gesù, il profeta di Nazareth, come potremo vivere sulla strada da lui percorsa? Donaci ancora la Tua mano amica perché le prigioni dell'indifferenza, dell'egoismo e dei luoghi comuni non ci riconducano negli spazi del perbenismo.
Franco Barbero


L'indifferenza è una colpa grave

Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
L'indifferenza è il peso morto della storia.
L'indifferenza opera potentemente nella storia.
Opera passivamente, ma opera.
É la fatalità.
É ciò su cui non si può contare.
É ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti.
É la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza.

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti.
Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga; quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo.
Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.
Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.
E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. […]  
Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
Antonio Gramsci
11 Febbraio 1917
DROGHE NUOVE DIPENDENZE


Perché?
"Marco Sirotti, psicologo [...] è il coordinatore dell'Area Dipendenze Patologiche del Ceis, un consorzio che raggruppa associazioni e cooperative attive in tutta l'Emilia Romagna. «Alla base dello sballo c'è quasi sempre un trauma, una personalità fragile, e questa è una caratteristica indipendente dall'epoca in cui viviamo. Lavorando qui da 20 anni, però, posso dire che qualcosa è cambiato nel rapporto fra minorenni e droga. Prima le sostanze erano legate quasi sempre alla ribellione nei confronti della società considerata bigotta e borghese, oggi invece vengono usate spesso per vincere la noia, per migliorare le prestazioni. Infatti i ragazzi che seguiamo sono quasi sempre poliassuntori, cioè usano droghe diverse a seconda dell'effetto di cui hanno bisogno»."

In rete
In rete, a dire la verità, si può anche comprare. Basta cercare sugli smart-shop: veri e propri negozi virtuali dove acquistare sostanze naturali con effetti simili alle droghe pesanti. Molti di questi siti hanno base in Olanda, Unione europea. «Un mio amico ha trovato online una confezione di changa e ce la siamo fumata», ci spiega Gigi, che ricorda le avventure psichedeliche prima dell'entrata in comunità, a Civitavecchia. La changa è un allucinogeno naturale estratto da alcune piante come la mimosa. «L'effetto è un "viaggio" di pochi secondi, ma sembrano ore», assicura Gigi. Una fumata a portata di clic. Ordini online, inserisci i dati della carta di credito (magari di mamma o papà) e la droga ti arriva comodamente a casa. Più facile che comprare un pacchetto di sigarette.


LE ULTIME FRONTIERE DELLE DROGHE

NBOMe
Conosciute anche come N-BOMB, sono una serie di sostanze (circa 25 in tutto) che provocano effetti allucinogeni molto potenti anche a basso dosaggio. Appartenenti al gruppo delle fenetilamine, i più famosi e diffusi sono il 25I-NBOMe, il 25C-NBOMe e il 25B-NBOMe. Vengono spesso venduti come Lsd, in cartoni da ingerire, ma si differenziano dal classico "trip" per il gusto: sono infatti molto amari, mentre in genere l'Lsd è insapore. L'effetto si comincia a sentire poco dopo l'assunzione (da un minimo di 15 a un massimo di 120 minuti) e dura generalmente dalle 4 alle 16 ore. Alcune di queste droghe hanno provocato decessi: a causa del 25I-NBOMe, in particolare, sono morte quattro persone in Europa e 21 negli Stati Uniti, senza contare le decine di casi di intossicazione. Non esistono studi scientifici sui potenziali danni a lungo termine, ma è stato notato che l'assunzione di queste sostanze può provocare psicosi, paranoia, ansia, disturbo post-traumatico da stress e altri disturbi di natura psichiatrica.

DOx
La sigla rappresenta una classe chimica di sostituti dell'anfetamina. Esistono circa 30 sostanze appartenenti a questa categoria, la più diffusa delle quali è conosciuta come DOM. Chiamato comunemente "anfetamina psichedelica", il DOM viene solitamente venduto in cartoni e mima gli effetti delle sostanze allucinogene e psichedeliche, in particolare di Lsd e mescalina. A differenza dell'Lsd impiega però molto più tempo a fare effetto (fino a 4 ore) e ha una durata maggiore (fino a 30 ore). Della stessa serie fa parte anche il DOC, che riproduce gli effetti dell'Lsd ma dura di più ed è attivo a bassi dosaggi. Contrariamente alla sostanza inventata alla fine degli anni 30 dallo scienziato Albert Hofmann, che non ha mai provocato morti, il DOC ha già causato delle vittime. Non esistono studi scientifici sui potenziali danni a lungo termine provocati da queste droghe.

Metilone
Inventato come antidepressivo, provoca effetti euforici e stimolanti simili a quelli dell'MDMA, il principio attivo dell'ecstasy, ma anche a quelli delle anfetamine e del mefedrone. Conosciuto anche come bk-MDMA, il metilone è una sostanza empatogena e uno stimolante del sistema nervoso centrale. Agisce sui recettori di serotonina, norepinefrina e dopamina, facendone aumentare la produzione. Si presenta generalmente in cristalli, raramente in pasticche. Di solito viene ingerito, ma può essere anche sniffato, fumato o iniettato. Comincia a fare effetto dai 15 ai 60 minuti dopo l'assunzione e dura dalle 2 alle 5 ore. La tossicità e i danni a lungo termine provocati da questa droga sono al momento incerti. Può causare psicosi, soprattutto se usato insieme ad altri stimolanti e allucinogeni.

4FA
Chiamato anche Flux o para-fluoroamphetamine, appartiene alla classe delle fenetilamine: è un potente stimolante. Agisce sui recettori di serotonina, norepinefrina e dopamina. Generalmente ingerito (sniffarlo è fortemente sconsigliato perché può causare ustioni al naso e alla gola), viene descritto come una via di mezzo tra anfetamina e MDMA. Può causare psicosi, paranoia e allucinazioni, soprattutto se usato in concomitanza ad altre sostanze. Comincia ad attivarsi dopo 30-60 minuti dall'assunzione, ma in alcuni casi è stato necessario attendere oltre 2 ore. L'effetto dura in genere dalle 6 alle 12 ore. La tossicità e i danni a lungo termine di questa droga non sono sufficientemente documentati, per cui sono al momento incerti.

Giovanni Tizian e Stefano Vergine

(L'Espresso 9 aprile 2017)

I TEDESCHI HANNO RICARICATO LE BATTERIE

Dopo il Dieselgate la Volkswagen ha annunciato la svolta elettrica: dieci modelli entro il 2018. Per la guida autonoma bisognerà attendere il 2021

L'offensiva delle auto elettriche parte dalla Germania. E a rilanciare è proprio il gruppo che a settembre del 2015 è stato al centro dello scandalo Dieselgate. Da Volkswagen e tutti i suoi marchi arriva infatti la svolta ecologica, scandita in ogni passaggio, dal piano prodotto agli investimenti, dalle tecnologie ai nuovi carburanti. Matthias Müller, ceo del gruppo di Wolfsburg, ha detto che «la nostra industria cambierà nei prossimi dieci anni più di quanto non abbia fatto negli ultimi cento. Una nuova era chiede un nuovo modo di pensare». L'obiettivo è quello di diventare "numeri uno" anche della mobilità elettrica.
La road map ideata dal manager prevede il lancio di dieci modelli a batteria entro la fine del 2018, mentre l'obiettivo al 2025 restano le 30 vetture full electric annunciate in precedenza. «É il momento giusto, i volumi arriveranno alla fine del decennio». Sedric, la concept senza volante presentata a Ginevra, la Volkswagen I.D. (prevista per il 2020), il nuovo Suv dell'Audi basato sulla e-tron quattro concept (nel 2018) e la Porsche Mission E (nel 2019) sono i biglietti da visita della svolta. In particolare, la Sedric avrà un futuro di serie: «I veicoli senza volante e senza pedali - ha chiarito Müller - debutteranno all'inizio del prossimo decennio», mentre il primo sistema autonomo prodotto in casa Volkswagen arriverà entro il 2021.
Rupert Stadler capo di Audi ha annunciato: «A partire dal 2021 introdurremo progressivamente una Versione 100 per cento elettrica in ogni nostra gamma principale» con prodotti differenziati a seconda dei mercati, «come la A6 L e-tron per la Cina a cui seguiranno altre quattro ibride plug-in». Il ceo tedesco ha anche ribadito che l'azienda «si sta preparando per questa trasformazione, visto che a lungo termine ridurremo del 40 per cento le attuali tipologie di propulsione». La rivoluzione, dunque, è appena cominciata.
Valerio Berruti

(Il Venerdì 7 aprile)

venerdì 21 aprile 2017

CONDIVIDO

APPELLO PER L’IMMEDIATA LIBERAZIONE DI GABRIELE DEL GRANDE
Palermo, 18 aprile 2017
Esprimiamo grande preoccupazione per la vicenda che dal 10 aprile scorso sta vivendo il giornalista italiano Gabriele Del Grande, trattenuto dalle autorità turche in un centro di detenzione per stranieri al confine con la Siria. Gabriele è stato fermato per una violazione amministrativa a seguito della quale la Turchia lo avrebbe dovuto espellere dal territorionazionale.
Invece apprendiamo oggi che le trattative diplomatiche intercorse nei giorni scorsi non sono valse a sbloccare la situazione, col risultato che Gabriele si trova da 9 giorni privato della libertà personale, senza la possibilità di nominare un avvocato né di interloquire con la sua famiglia, motivi per i quali ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame.
Riteniamo inaccettabile che un giornalista venga trattenuto e privato dei suoi diritti
fondamentali, solo perché impegnato nello svolgimento del proprio lavoro ritenuto scomodo da un governo straniero, seppure si tratti di un paese in cui è stato cancellato lo stato di diritto.
Chiediamo che le autorità italiane si adoperino fattivamente per una celere definizione della vicenda, impedendo con ogni mezzo alla Turchia di Erdogan che questo fatto venga utilizzato come strumento dell’ennesimo ricatto turco nei confronti dell’Italia e dell’Europa.
Ci aspettiamo che Gabriele ritorni presto a casa per continuare il prezioso lavoro d’inchiesta e denuncia che negli anni lo ha contraddistinto.
Borderline Sicilia

PREGHIERA COMUNITARIA

O Dio, se qualche volta entriamo anche noi nella corsa dell'avere sempre di più, dell'accumulo e non diamo più il giusto valore a ciò che abbiamo e ci permette una vita dignitosa: aiutaci a ritrovare il sentiero di Gesù.

O Dio, se qualche volta viviamo i nostri giorni senza nulla imparare dalle circostanze e dalle persone, dimenticando che vivere è imparare ogni giorno e convertirci ogni giorno: aiutaci a ritrovare il sentiero di Gesù.

O Dio, se qualche volta guardiamo gli altri dall'alto in basso, se ci sentiamo persone di prima classe e abbiamo perso la gratitudine verso di Te per i doni che ci hai fatti negli anni della nostra vita: aiutaci a ritrovare il sentiero di Gesù.

O Dio, se qualche volta ci rinchiudiamo come Giona sotto l'alberello e progressivamente ci allontaniamo dall'impegno nascondendoci dietro belle parole... confondendo cura di noi con egoismo: aiutaci a ritrovare il sentiero di Gesù.
(Franco Barbero)

IL QUIRINALE: NON SI MULTA CHI CHIEDE L'ELEMOSINA".

Bologna -
Chi chiede l'elemosina senza dare fastidio non può essere multato. Il principio è stato ribadito dalla prima sezione del Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso straordinario proposto alla Presidenza della Repubblica dall'Associazione "Avvocato di strada", che fornisce tutela legale gratuita alle persone senza dimora.
Il ricorso era contro un'ordinanza firmata dal sindaco di Molinella, un comune del Bolognese: "Un'ordinanza abnorme - spiegano gli Avvocati di strada, che hanno divulgato la decisione - prevedeva una multa e il sequestro dei mezzi utilizzati e voleva colpire anche chi, in silenzio e senza disturbare nessuno, chiedeva aiuto solo per alleviare la propria condizione di povertà".
"In sostanza - sottolineano gli avvocati di strada - il Consiglio di Stato ha ritenuto che il sindaco non può in nessun caso colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l'elemosina senza molestare o infastidire.
(Repubblica 9 aprile)