lunedì 21 maggio 2018

UNA SETTIMANA DEDICATA AL LAVORO DEL FUTURO

Cinque giornate di interventi e dibattiti che si propongono di avviare un momento di studio e di confronto che proseguiranno per tutto l’anno. Come anticipato ieri sulle nostre pagine, parte oggi la “Settimana del lavoro”, una maratona sui temi del rapporto fra lavoro e innovazione e dedicata al sociologo Luciano Gallino organizzata da Ismel, l’Istituto per la memoria e la cultura del lavoro al Polo del ‘900. 
L’apertura dei lavori è per questa mattina alle 9,30 nella sala del Consiglio regionale di via Alfieri 15 con il seminario “L’innovazione tecnologica, sviluppo e lavoro” a cui partecipano Aldo Geuna dell’Università di Torino e Mario Calderini del Politecnico di Milano. Coordina l’inviato di Repubblica Paolo Griseri. 
Seguirà poi il confronto sul “ruolo della mano pubblica fra globale e locale” a cui partecipano l’assessora regionale Giuseppina De Santis, il vicesindaco di Torino Guido Montanari e i rappresentanti del ministero dello sviluppo economico e della commissione europea Stefano Firpo e Sebastiano Fumero. Nel pomeriggio Tiziano Treu del Cnel presiede il seminario “Politiche di sviluppo e lavoro. Quale ruolo delle parti sociali?”. 
Da martedì gli incontri si spostano in corso Valdocco 4, nella sede del Polo del ‘900. – s.str.
Repubblica 21/05

LE DUE DESTRE

"Si sta configurando un
governo a composizione
predeterminata
e il capo dello Stato
rischia di trovarsi con le 
spalle al muro".

"Sulla sicurezza emerge
dal programma uno
Stato dal volto spietato
verso i deboli e i diversi,
non compatibile con i 
diritti umani".

Incostituzionale
il Comitato di 
conciliazione se facesse 
derivare obblighi
di comportamento
per premier e ministri".
                Gustavo Zagrebelsky

SONO INDIGNATO!

di Alex Zanotelli

 

Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell'indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.

È bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchia, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. È morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!

È inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell'inferno della Libia.

È disumano vedere arrivare a Pozzallo sempre sulla nave Open Arms Resen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia, inorridito ha detto : "Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti".

È criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti - secondo il Rapporto del segretario generale dell'ONU A. Guterres - a "detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale, a lavori forzati e uccisioni illegali". E nel Rapporto si condanna anche "la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare".

È scellerato, in questo contesto, l'accordo fatto dal governo italiano con l'uomo forte di Tripoli, El-Serraj (non c'è nessun governo in Libia!) per bloccare l'arrivo dei migranti in Europa.

È illegale l'invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.

È immorale anche l'accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l'arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell'Egeo: l'ultimo ha visto la morte di sette bambini!

È disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. "Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi - ha detto l'arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos - è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la "bancarotta dell'umanità".

È vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m , nella neve.

Ed è incredibile che un'Europa che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.

"Europa , cosa ti è successo?", ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. È questo anche il mio grido di dolore.
Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l'Europa come "patria dei diritti".

Ho paura che, in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti.
Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya).
Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa.
Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth: "Ero affamato, assetato, forestiero…" È quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. È questa la carne viva di Cristo oggi.


Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano

Napoli, 24 marzo 2018

https://www.pressenza.com/it/2018/03/indignato-quanto-sta-avvenendo-nostri-occhi-verso-migranti/


PRESENTAZIONE A BOLOGNA

Martedì 22 maggio, cioè domani, presento il mio ultimo libro "Confessione di fede di un eretico" (Ed.Mille) a Bologna alle ore 17,30 presso la Chiesa Metodista di Via Venezian,3.
Per informazioni: Massimiliano 051/379271 o Giovanni 320/6503243
Non privarmi di Te

Dio mio,
non ho altro titolo
nel presentarmi davanti a Te
che la Tua pietà indulgente,
né altro mezzo
per essere introdotto alla Tua presenza
che la prodigalità della Tua misericordia,
fa' che essa mi procuri il Tuo perdono
e mi faccia godere della Tua generosità.

La mia speranza è andata così lontano
che ha trovato casa nella sacra muraglia
della Tua generosità
e il mio desiderio si è conficcato
nel recinto della Tua liberalità.

Realizza in me la Tua speranza,
fammi morire nel Bene;
e fai di me uno dei Tuoi preferiti,
che hai fatto scendere
nei Tuoi giardini ubertosi,
che onori della Tua ospitalità,
che consoli con la Tua visione
nel giorno dell'incontro con Te
e ai quali sono date in eredità
le dimore della sincerità accanto a Te.

Per coloro che sono in viaggio
non c'è ospite più generoso di Te;
quelli che si rivolgono a Te
non trovano nessuno
più misericordioso di Te.
Tu sei il migliore compagno del solitario
che si isola per Te.
Tu, il rifugio più accogliente per l'esiliato
che cerca asilo in Te.

Tendo le mie mani
verso la prodigalità della Tua clemenza,
le mie dita si stringono
all'orlo della Tua generosità.
Non privarmi di Te.
Non sottopormi alla delusione.
Che io non debba mai perderTi,
o Potente, o Benefattore!

'Alī ben Husayn
Salmo Sufi
Noi corriamo, senza pensarci, nel precipizio, dopo di esserci messi qualcosa dinanzi per impedirci di vederlo.
Blaise Pascal
…il grillino della prima ora, quello dell'acqua pubblica e della decrescita  felice, quello che da un bel po' di anni mi spiega che lui sì che è di sinistra, mica come me.
E adesso per darsi un contegno resta in un angolo a mangiare le Pringles, ma si capisce che è nervoso anche perché ne ha già ingurgitati due tubi e ha in mano il terzo.
Se non fossi suo amico gli direi: ma come? Tutto  questo strepito, questo moto palingenetico, questo Mondo Nuovo a portata di clic, per poi finire al governo con la Lega della famiglia Bossi e di Gentilini, di Borghezio e di Salvini, e i suprematisti bianchi di Varese, e gli imbroglioni delle quote latte, e quelli che non pagano le tasse perché lo Stato è ladro, e tutto il trumpismo da cortile delle nostre parti? Ma tu, caro amico A, non eri quello molto più a sinistra di me? Non eri quello che mi dava le lezioni su come ci si deve comportare? Ma non gli dico niente. A non è stupido e ha già capito per suo conto di non essere felice. E attacca il terzo tubo di Pringles.
Michele Serra

(la Repubblica 10 maggio)



SEMPRE PIÙ FLORIDO IL COMMERCIO DELLE ARMI.
LE INGHIOTTE IL MEDIO ORIENTE

ROMA-ADISTA. A livello globale, l'ultimo rapporto del Sipri di Stoccolma (Istituto internazionale di ricerche sulla pace) segnala che il mercato mondiale delle armi, nel periodo 2013-2017, ha fatto segnare un aumento del 10 per cento rispetto al quinquennio 2008-2012. Leader della classifica dei produttori-esportatori di armi sono sempre gli Stati Uniti, che controllano il 34 per cento del mercato globale dei sistemi d'arma (escluse piccole armi e munizioni) e vendono soprattutto ad Arabia Saudita (18% dell'export Usa), Emirati Arabi (7%) e Australia (6,7%). Piazza d'onore per la Russia (22%), seguita a considerevole distanza da Francia (6,7%), Germania e Cina (5,7%). L'Italia è al nono posto (2,5%) ed ha fra i suoi principali clienti Emirati Arabi Uniti, Turchia e Algeria.
«Crescono le spese militari, cresce il volume dei trasferimenti e cresce il fatturato delle aziende militari», spiega Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il disarmo. «Tutti questi indicatori - prosegue - sono collegati tra di loro e ci indicano chiaramente un trend: il mondo si arma sempre di più. E i principali mercati di destinazione sono i Paesi nelle aree più calde del mondo».
In particolare il Medio Oriente, dove negli ultimi anni è stata registrata (dal Sipri) un aumento nella vendita di armi del 103 per cento. Come testimonia anche la denuncia dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia (Opal) secondo cui la Beretta ha appena firmato un accordo con Barzan Holdings, società appositamente creata e controllata dal ministero della Difesa del Qatar. «Un fatto inedito estremamente preoccupante in considerazione delle violazioni dei diritti umani nel Paese mediorientale, della tipologia di armi che verranno prodotte, riguardo agli utilizzatori delle medesime e, soprattutto, per il controllo delle esportazioni di armi e le effettive possibilità di prevenire la loro diversione verso il mercato illecito in particolare verso i gruppi terroristici», afferma Opal. Secondo fonti di stampa, l'accordo prevede che Beretta Holding detenga una quota di minoranza nella joint venture, denominata Bindig, per la costruzione a Doha di un nuovo impianto produttivo finalizzato alla produzione di armi portatili (pistole e fucili) dove, in futuro, sarà possibile sviluppare nuovi sistemi d'arma grazie anche alle conoscenze e trasferimenti tecnologici del gruppo Beretta.
«Il Quatar - denuncia Opal- è di fatto una monarchia assoluta: non è permessa la costituzione di partiti politici; permangono forti restrizioni ai diritti alla libertà d'espressione, associazione e riunione pacifica e numerose discriminazioni legislative nei confronti delle donne; il sistema giudiziario è amministrato secondo la legge islamica della Shari'a, viene praticata la tortura e vige la pena di morte. In questo contesto, la licenza per produzione di armi rappresenta un evidente sostegno alle politiche repressive della monarchia: non a caso l'Italia, finora, non ha mai autorizzato l'esportazione di armi per l'utilizzo da parte delle forze armate e di sicurezza del Qatar».
Inoltre il Qatar non ha firmato il Trattato Onu sul commercio di armi (Att), che ha stabilito criteri rigorosi per regolamentare i trasferimenti leciti di armi, per prevenire esportazioni di armi che possono minacciare la sicurezza comune e, soprattutto, per cercare «di prevenire la loro diversione verso il mercato illecito e per finalità ed impieghi finali non autorizzati, tra cui la commissione di atti terroristici». Pertanto Opal chiede al ministro degli Esteri Alfano e alla ministra della Difesa Pinotti (entrambi ancora formalmente in carica fino alla composizione del nuovo governo) «di rendere note le garanzie ricevute della Fabbrica d'Armi Pietro Beretta per evitare i rischi sopracitati: tali garanzie sono infatti necessarie al fine del rilascio di autorizzazioni alle aziende produttrici di armi e di sistemi militari anche nel caso di "cessione di licenze di produzione e la de-localizzazione produttiva". Ai sensi della Legge 185 del 1990, tutte le autorizzazioni all'esportazione o alla produzione all'estero di armi e materiali militari "devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell'Italia" e "tali operazioni vengono regolamentate dallo Stato secondo i principi della Costituzione repubblicana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"».
Luca Kocci  

(Adista 7 aprile 2018)

domenica 20 maggio 2018

ALTRA IPOCRISIA

Nell’ex Birmania, dopo le feroci persecuzioni dei Rohingya musulmani, ora tocca ai cristiani. L’obiettivo è lo sterminio di questi due gruppi repressi dal governo dei generali buddisti e della innominabile premio per la pace. L’informazione tace, l’ONU fa raccomandazioni. Trump si rallegra.
Franco Barbero

LA NOSTRA COMUNITA' CONDIVIDE PIENAMENTE

Dichiarazione per la Casa Internazionale delle Donne di Roma
La Comunità Cristiana di Base di San Paolo di Roma si schiera accanto alle donne che si battono contro la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Roma in data 17 maggio 2018 che vorrebbe decretare la fine dell’esperienza pluridecennale della Casa Internazionale delle Donne.

L’assurda motivazione del presunto fallimento del progetto  della Casa delle Donne svela una visione della Città in cui cultura e socialità hanno poco spazio, una concezione della legalità meramente formale che ignora il valore sostanziale della utilità generale e dell’interesse pubblico, tenuti in grande considerazione dalla Costituzione, e un’idea della proprietà priva della funzione sociale sulla quale la Costituzione stessa ne fonda la  legittimità.

Pertanto, la Comunità Cristiana di Base di San Paolo chiede all’Amministrazione Capitolina di recedere da questa inaccettabile decisione e, accanto alle donne che lottano per la difesa della “loro casa”, ricorda che essa ha costituito per decenni e costituisce anche oggi un luogo non solo di incontro e di confronto ma anche di produzione di servizi, di cultura, di socialità, di lotta, che ha arricchito ed arricchisce l’intera città.


La Comunità Cristiana di Base di San Paolo
Roma, 20 maggio 2018

A DUE CAPI SCOUT

Oggi, mentre i mezzi di comunicazione celebrano lo sfarzo  delle nozze reali di Londra, la vostra visita  è stata un lenimento per la mia sofferenza.
Voi, capi scout, giovani pieni di fede e di impegno , avete risollevato le sorti della speranza nel mio cuore.
Finché esistono giovani come voi, il futuro del mondo è aperto al cambiamento. Il tempo trascorso con voi, immersi in un dialogo caldo ed appassionato, mi fa toccare con mano quanto il seme del Vangelo , piantato nel "Gruppo Primavera" e nelle vostre famiglie, abbia inondato i vostri cuori.
Con questo mio saluto voglio dirvi che la chiesa ha un immenso bisogno della vostra testimonianza e della vostra voce.
Grazie, carissimi Luca e Irene, l'incontro con voi mi ha regalato il profumo del Vangelo che mi giunge dalle vostre giovani vite.
Al gruppo biblico  intercomunitario dei giovani e delle giovani c'è un posto per voi.
Vi abbraccio con tanto affetto.
Franco Barbero

SIGNORE...

Signore,
forma in noi
l’uomo nuovo,
la donna nuova.
Fa’ che non ci culliamo
oziosamente
nel Tuo perdono,
ma che esso diventi
per noi un seme
di nuove decisioni sulla strada
del Vangelo.
F.B.

IL SIGNIFICATO DEL CIELO: SIMBOLICO NON SPAZIALE

La più popolare preghiera del mondo è rivolta al “Padre nostro che è nei cieli”. Potrebbe darsi che la preghiera più antica fosse diretta allo stesso Padre celeste; questo spiegherebbe la testimonianza di un Africano della tribù degli Ewe: “Dove è il cielo, ivi è anche Dio”. Cerchiamo di capire il significato religioso del Cielo in sé. Senza neppure ricorrere alle favole mitiche, il Cielo rivela direttamente la sua trascendenza, la sua forza, la sua sacralità. La contemplazione della volta celeste, da sola, suscita nella coscienza primitiva un’esperienza religiosa. Il Cielo si rivela per quel che è in realtà: infinito, trascendente. La volta celeste è per eccellenza “cosa del tutto diversa” dalla pochezza dell’uomo e del suo spazio vitale. Il simbolismo della trascendenza si deduce, diremmo, semplicemente dalla constatazione della sua infinita altezza. “L’altissimo” diventa, nel modo più naturale, un attributo della divinità. Le regioni superiori, inaccessibili all’uomo, le zone sideree, acquistano i prestigi divini del trascendente, della realtà assoluta, della perennità. Il Cielo “simboleggia” la trascendenza, la forza, l’immutabilità, semplicemente con la sua esistenza. Esiste perché è altro, infinito, immutabile, potente.
Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 1999.

NOZZE APPLAUDITE

Non stupisce lo sfarzo (vecchio o nuovo non cambia) dei ricchi  che ovunque scialacquano.
Vivono per il potere, il denaro e l'immagine.
I ricchi  sono così. A loro dei poveri non importa. Ma questo non mi scandalizza più di tanto. E' la nuda realtà di ogni giorno.
Ciò che in questi giorni mi ha colpito è l'idiozia del popolo che si lascia incantare dallo scenario, dallo spettacolo dei grandi.
Perde le bave davanti ai fasti di corte.
L'idolatria  è entrata nel cuore  e ha spento la pacatezza della ragione e lo sdegno per lo spreco.
Altro che potere al popolo!
C'è anche un popolo bue.
Franco Barbero