lunedì 20 febbraio 2017

FINO IN FONDO

Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.

Giovanni Falcone

Gesù ha fatto fiasco?

Se leggiamo con attenzione e con discernimento storico e critico le pagine dei vangeli, dobbiamo realisticamente constatare, forse con un pò di sorpresa, che Gesù non ha mietuto tanti successi. Nemmeno a lui tutte le ciambelle sono riuscite con il buco. A tutta prima, guardando ai risultati ottenuti, Gesù non sembra essere stato un buon maestro.

Ha cresciuto il suo "traditore" nel gruppo degli intimi; i discepoli continuamente bisticciano per sapere chi è il "preferito" e il più importante; il più delle volte fraintendono le sue parole; non sono affatto privi di paure e ottusità; spesso preferiscono allontanare il maestro da chi "disturba"...

Ma Gesù è un profeta ed un maestro che guarda lontano. Egli sa che l'amore cresce lentamente, a fatica, tra mille contraddizioni dentro e tra di noi. Egli attese Pietro dopo il suo smarrimento, comprese le debolezze di chi gli stava intorno, non si stancò di seminare. Seppe attendere... Questa è la vera "sapienza" che Dio regala ai suoi testimoni nel mondo. Il suo è stato un amore longanime, vissuto con la fiducia di chi getta un seme e poi affida tutto alla terra, al sole, all'acqua e a Dio.

Franco Barbero 2004

IL PANORAMA E LO SGUARDO

Implosione, esplosione, rottura della sinistra? Fioriscono nomi nuovi e gruppi nuovi.
Certo un primo effetto è probabile: avanzano i 5Stelle e Lega che potrebbero dar vita ad un originale governo dello sfascio italiano.
Senza contare il "Polo sovranista" appena nato a destra. Non è certo un panorama allettante, ma forse inevitabile, vista la scarsa saggezza di molti politici.
Il prezzo di questo sfascio lo pagherebbe ancora una volta la parte più debole del Paese.
Ma non vedo nulla di apocalittico in tutto questo.
Questi vari raggruppamenti, secondo la mia inguaribile speranza, faranno una "passeggiata" di due o tre anni e, chi non è arrivato al suo cimitero politico, forse potrà riunirsi in una casa più accogliente e un po' più amorevole.
Se metteranno i piedi per terra, cominceranno a ragionare sul possibile e così ritornerà la politica vera.
Mi permetto di guardare con fiducia, oltre l'ora presente, a questa dispersione.
Io, da ebreo-cristiano, penso che nella diaspora-dispersione sono sempre nate le idee e le proposte migliori.
Possiamo anche permetterci un sorrisino: tutte queste costellazioni ora si sentono il centro o al centro del mondo. La "centropatia" è una malattia grave e difficile da guarire. Spesso ne sono affetti anche i partitini .....
Ma i problemi del mondo ci aiutano a guardare oltre. Forse questo periodo servirà a capire che, oltre le rispettive "sacrestie", esiste il Paese chiamato Italia, un' Europa zoppicante e uno smog soffocante.......
Franco Barbero



VICINO A GIGI E MARCELLA

Sono vicinissimo a Gigi Ferraro, fondatore e ispiratore della comunità cristiana di base di Saluzzo  con cui faccio cammino da ben oltre 40 anni.
Spero che Gigi e Marcella in questo momento di sofferenza ci sentano tutti vicini con l'affetto e la preghiera.
Franco Barbero e la comunità di Pinerolo.

CHI PENSA AGLI OPERAI?

La Città di Pinerolo sabato si è mobilitata in lotta contro la subdola trattativa che potrebbe condurre al licenziamento
di quasi 180 operai.
Ma ora non ci fermeremo . Vogliamo poter fare di questa lotta un punto di rilancio  sul problema del lavoro sul nostro territorio.
Senza una svolta, si approfondirà un declino che diventa abissale.
Franco Barbero

UNA BELLA GIORNATA COMUNITARIA

Ne daremo notizia più dettagliata, ma ieri sera, al termine di una lunghissima giornata, ero pieno di speranza per le iniziative che come comunità abbiamo confermato o "inventato".
Solo con un rinnovato impegno ben condiviso di responsabilità e cura pastorale le nostre realtà comunitarie possono compiere un cammino davvero fecondo.
*A partire da domenica 12 marzo nasce l'iniziativa di "mille modi di pregare": una volta al mese fratelli e sorelle, che lo vorranno, proporranno un culto, un incontro di preghiera senza celebrazione eucaristica.

A partire da marzo leggeremo Genesi 1-11 per cui consiglio la lettura e l'utilizzo del libro: "Racconti delle origini" (Ellen Von Wolde, Queriniana Editrici).

Altre belle novità le scriveremo ad una prossima puntata nel notiziario della comunità.
Franco Barbero


Il Vaticano sulle diocesi: poche le denunce

«Negli Stati Uniti oggi sono più preparati. Non coprono perché hanno dovuto pagare cause milionarie. É stato anche grazie alle denunce che hanno capito - e meno male, dico io - la gravità del loro atteggiamento, l'ingiustizia che legittimavano. In Italia, purtroppo, ancora molto dipende da vescovo a vescovo. Ci sono quelli che denunciano sempre i casi, e altri che invece sono meno preparati e, non sapendo come gestirli, tendono a silenziare. Non lo fanno malevolmente, ma per inesperienza. In ogni caso, va detto anche che i casi italiani sono in proporzione meno di quelli americani». L'alto prelato Vaticano chiede di restare anonimo, ma, in sintesi, spiega a Repubblica l'"anomalia" italiana. E continua: «Certo, ritengo che sarebbe necessario l'obbligo di denuncia, mantenendo ovviamente la privacy delle persone coinvolte. In alcuni Paesi è obbligatoria, in Italia no! Ma al di là di quanto prevede la legge, sarebbe buona cosa una dichiarazione chiara in merito da parte dei vertici della Chiesa».
Anche se l'Italia non ha i numeri statunitensi ben evidenziati in Spotlight, le vittime della pedofilia esistono anche da noi, e, con loro, i predatori. Spesso dietro chi abusa c'è una curia inesperta, incapace di giudicare, di fare luce. Questa, in fondo, è la storia di don Mauro Inzoli, il sacerdote legato a Comunione e Liberazione che è stato ritenuto colpevole di otto episodi di abusi, mentre un'altra quindicina è andata prescritta. Nessuno intorno a lui ha mai detto nulla. E, anzi, le stesse vittime hanno trovato il coraggio di parlare solo dopo un lungo e sofferto percorso.
Molti di questi casi italiani li mette in fila Emiliano Fittipaldi. In Lussuria racconta come «negli ultimi due lustri, contando solo i condannati e gli indagati, sono oltre 200 i sacerdoti italiani denunciati per atti di lussuria con adolescenti». In Calabria, vicino a Reggio, c'è don Antonello Tropea, già padre spirituale del seminario di Oppido Mamertina, che nel marzo del 2015 viene trovato dalla polizia in un'auto con un diciassettenne conosciuto grazie alla app Grindr usata per incontri gay. Venti euro il costo della prestazione del ragazzo. Scrive Fittipaldi: indagato per prostituzione minorile, il don continua a fare il prete, confidandosi di tanto in tanto con il suo vescovo, monsignor Francesco Milito. "Evita di parlare con i carabinieri di questa cose", gli suggerisce il superiore, senza sapere di essere ascoltato».
A Ostuni, c'è Franco Legrottaglie, condannato nel 2000 per atti di libidine violenta su due ragazzine, mai sfiorato da processi e in seguito designato nel 2010 dal vescovo cappellano dell'ospedale e prete in una chiesa del passe. Poi c'è don Siro Invernizzi, che nel 2013 è stato mandato dal vescovo di Como a fare il viceparroco a Cugliate, vicino a Varese, nonostante i due anni con la condizionale patteggiati per aver approcciato in strada un ragazzino rom di tredici anni che si prostituiva. Vicende tristi e dolorose. Ma forse evitabili se l'obbligo di denuncia divenisse prassi per tutti i vescovi.
Paolo Rodari

(la Repubblica 8 febbraio)
FILO D'ACCIAIO

Un filo d'acciaio
Teso
Inflessibile
Attraversa il mio corpo
Ma Lascia liberi
I miei pensieri,
rigidisce le mie mani
Ma addolcisce le mie parole,
Blocca il mio collo
Ma piega il mio orgoglio,
Direziona il mio sguardo
Ma espande il mio respiro.
E più si fanno avanti
I limiti non da me imposti
E più il mio corpo
Si sente libero
Di essere quello che più non è,
di essere altro
altrove
ovunque.
E
in questa costretta libertà
finalmente
Ti incontro
e la costrizione diventa scelta
libera
voluta
dolente
mata…
d'amore.
Il Tuo.
Lucia Bacci

(da Qualevita 2014)

Il vitto e l’alloggio per l’imam è dai padri giuseppini



Asti. Integrazione e accoglienza. Un binomio usato e abusato fino ad essere svuotato di senso, ma che in questo caso si guadagna, sul campo, la sua ragion d'essere. Lui, Abdessamad Latfaoui, nato 49 anni fa a Casablanca, è l'imam di Asti. Punto di riferimento per 4500 musulmani, si divide tra i richiedenti asilo, ospiti dei centri di accoglienza, i tre luoghi di culto islamico della città e l'attività nel carcere di Quarto. A fine giornata torna a dormire all'Istituto gestito dagli Oblati di SanGiuseppe.
«Un imam che mangia e dorme dai preti'?» Sotto la barba nera che inizia ad imbiancarsi Abdessamad non trattiene un sorriso. «E ci sto benissimo. I giuseppini sono persone straordinarie. La nostra convivenza- è solo uno dei tanti esempi di come si possa realizzare l'integrazione tra culture e religioni diverse. Il rapporto di amicizia e stima con il vescovo Francesco Ravinale è un altro esempio». In questi anni difficili, sia sul fronte del terrorismo sia su quello dell'immigrazione, lui mantiene la barra a dritta e scrive su Facebook: «Appello a tutti i musulmani: siete troppo grandi per cadere nella trappola della guerra tra religioni o del conflitto tra civiltà. É solo geopolitica: lo chiede il mercato... Viva la pace. Rifiutiamo la violenza nella parola e nell'azione».
Carattere riservato che rasenta la timidezza, non ama parlare molto di sé: «Sono nato per ascoltare», sottolinea, interrompendo le domande. Ma gli operatori sociali che lo conoscono da tempo tracciano di lui un ritratto lusinghiero. «Non è uno che si limita a guidare la preghiera - spiega Alberto Mossino, responsabile del Piam, la onlus astigiana che gestisce il centro rifugiati di Villa Quaglina-. In momenti di particolare difficoltà, soprattutto tra alcuni ragazzi, ha saputo smorzare i rancori, ricordando che, non a caso, la parola più ricorrente nel Corano è pazienza. É un grande mediatore, anche per noi».
Laura Secci

(La Stampa 13 febbraio)

[la Repubblica 15 febbraio]

IL PETROLIO E I SUOI FRATELLI

Anche i petrolieri hanno fiutato l'affare. É un paradosso, ma le aziende dell'oro nero stanno entrando nel business dell'eolico. Succede ad esempio in Olanda, dove la Royal Dutch Shell PLC sta finanziando quello che vorrebbe essere il progetto offshore più grande del mondo. Poi c'è la Norvegia. La Statoil, l'azienda petrolifera più grande del Paese, ha offerto 42,5 milioni di dollari e si è aggiudicata a dicembre un'enorme porzione di acque federali americane, 14 miglia al largo di Long Island. Cosa ci farà? Ci costruirà un parco eolico con cui produrrà energia per gli abitanti di New York City. Che ai petrolieri piaccia questo settore, però, in fondo non è nemmeno una novità. Persino la Dong Energy, società danese che è leader in Europa per l'eolico, viene dal vecchio mondo dei combustibili fossili. Lo dice anche il suo nome: Dansk Olie og NaturGas.

(Repubblica, sabato 11 febbraio)

L’ATTRATTIVA DEL MONDO RICCO

La curiosità si mescola all'affetto, il culto della personalità si estende al dopo-presidenza. Tutti a commentare come sta bene Obama in bermuda, Obama con le infradito e il berretto da baseball calzato a rovescia. Poi ci sono le performance sportive: che figurone Obama che fa sci d'acqua, kitesurf con il paracadute che lo solleva sul mare. Non c'è disciplina acquatica con cui non riesca a cimentarsi. Unico dettaglio stonato? Il padrone di casa. Le foto che impazzano in Rete sono prese durante una vacanza di Barack e Michelle ospiti del magnate inglese Richard Branson. A casa sua sulla Moskito Island, e sul suo yacht al largo della stessa isola caraibica. Sono passate meno di tre settimane da quando Obama ha lasciato la Casa Bianca, ed è già caduto nello stesso stereotipo che perseguitò Tony Blair, i coniugi Clinton e tanti altri leader democratico-progressisti: l'irresistibi1e attrazione verso il denaro, e le amenità che il denaro offre. Nessun moralismo acido, Obama ha il diritto di godersi le vacanze che vuole, dove vuole e con chi vuole, dopo aver rinunciato per più di otto anni a una vita privata "umana".
Branson è intelligente e interessante: l'imprenditore britannico, fondatore di Virgin, è uno spirito originale e trasgressivo, filantropo e ambientalista. Però, però. Quell'intimità tra Obama e il miliardario, i sorrisi beati e rilassati, quel senso di complicità nel divertimento tra due uomini così celebri e ammirati, ha qualcosa che mette a disagio. Così come metteva a disagio scoprire le parcelle di Tony Blair per le sue conferenze o consulenze; gli ingaggi di Hillary a Goldman Sachs o le sue vacanze a Martha's Vineyard sempre in mezzo al Gotha della ricchezza newyorchese; i superstipendi dell'ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schriider entrato nel business del gas russo. E tanti altri esempi di una sinistra a suo agio con il mondo dorato del grande denaro.
Alla Casa Bianca ora c'è un miliardario - sia pure molto meno ricco di Branson - che si è fatto eleggere dagli operai del Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, promettendo di battersi per loro. Trump non si vergogna della sua ricchezza, anzi lui l'ostenta sfacciatamente, in un tripudio di kitsch e volgarità. Ma punta il dito sull'ipocrisia della sinistra; definì Hillary «corrotta», denunciò gli appoggi del miliardario rosso George Soros a tutte le cause progressiste, stabilì l'equivalenza tra sinistra ed establishment, sinistra ed élite. Poi lui ha assunto lobbisti a tutto spiano, ha riempito le caselle della sua squadra con petrolieri ed ex banchieri di Goldman Sachs. La coerenza non è il suo forte; ma non lo è neppure per i leader dell'altro campo. Obama non ci ha messo molto a portare acqua al suo mulino, finendo anche lui col farsi coccolare da un illustre esponente dell'1 %. Anzi con Branson siamo dentro lo 0,01%. É sempre pericoloso fare i Savonarola, i profeti dell'ascetismo, i moralisti bacchettoni. Però un momento di riflessione va pur dedicato all'operaio del Michigan e a quel che gli dicono le immagini del suo ex presidente. Moskito Island, British Virgin Island. Lui, il metalmeccanico, probabilmente non sa situarle su una carta. Se ne ha mai sentito parlare in vita sua, è a proposito di scandali di elusione fiscale.
Federico Rampini

(la Repubblica 8 febbraio)

domenica 19 febbraio 2017

SPERIAMO CHE SI RICORDINO....

Destra, sinistra e centro è tutto un fremito di ripicche e vendette, di personalismi esasperati e di promesse illusorie.
Speriamo che lor signori si ricordino del popolo italiano, dei disoccupati, degli sfrattati, dei migranti...
E' sempre più importante quella vecchia virtù chiamata mitezza che non faceva dell'avversario politico un idiota o un nemico.
Se i politici avessero la capacità di comprendere che nessuno ha la risposta adeguata ai grandi problemi di oggi, comincerebbero a cercarla insieme e non si riempirebbero la bocca di anatemi e di insulti. Probabilmente cesserebbero di dividersi in mille frammenti, con grande gioia delle destre.
Franco Barbero

PREGHIERA


Signore in un modo o nell'altro
insegnaci ad affidarci a Te
e, per mezzo della fede, fa di
noi, donne e uomini capaci di
coraggio, disponibili a osare là
dove i camminamenti appaiono
impossibili e il futuro sbarrato.
Signore, crediamo! Sovvieni alla
nostra incredulità.
Riforma 3 febbraio

PROTESTA ANTI-GAY ALLA CALVARY BAPTIST CHURCH


Domenica 22 gennaio alcune persone hanno fatto irruzione nella Calvary Baptist Church di Washington per protestare contro la decisione della chiesa di assumere come co-pastore una coppia lesbica.
Prima che il culto del mattino iniziasse, il gruppo si è diretto verso il pulpito con cartelli e slogan che condannavano la scelta. In quel momento la chiesa era praticamente vuota, fatta eccezione per i membri del coro impegnati nelle prove.
I contestatori, che hanno abbandonato il locale di culto solo quando è stata chiamata la polizia, si sono sistemati sul marciapiede di fronte, rivolgendosi con aggressività non solo verso i membri di chiesa che giungevano per il culto, ma anche verso i passanti.
I manifestanti non si sono identificati in nessun gruppo particolare. Anche se non hanno nominato le nuove pastore – Sally Sarratt e Maria Swearingen, che cominceranno il loro ministero il 26 febbraio prossimo – hanno detto che i membri della comunità “sarebbero andati all'inferno” a causa del loro sostegno alle persone lgbtq, e che la chiesa era “la casa di Satana”.
Dopo l'accaduto, il culto della mattina si è svolto regolarmente. La pastora Erica Lea ha tenuto il suo sermone su “la chiamata all'unità”, ribadendo che unità non significa disinteressarsi dei temi importanti per mantenere la pace, ma piuttosto rivendicarli e discutere con il prossimo questioni importanti come i diritti degli afroamericani, i diritti lgbtq, l'uguaglianza del matrimonio.
Non solo. Dopo il culto si è svolta l'assemblea annuale nel corso della quale la congregazione ha esaminato la proposta, in fase di studio da diversi mesi, di diventare “chiesa santuario”. All'unanimità la chiesa ha votato di aderire al movimento, impegnandosi non solo a identificare uno spazio in cui dare rifugio agli immigrati che temono di essere deportati, ma a cercare anche i fondi necessari ad assicurare loro un'assistenza legale.
La protesta antigay, seppur inquietante, non ha intimorito nessuno, ma ha anzi rafforzato – anche attraverso la decisione di essere una “chiesa santuario” - il lungo impegno della Calvary Baptist Church a essere una comunità accogliente, pronta a essere la voce di coloro che vengono disprezzati ed emarginati.
Marta D'Auria – Riforma 3 febbraio