martedì 17 ottobre 2017

PERSEVERANZA E PUNTUALITA'


“Sono due modalità con cui impariamo a lavorare con gli altri rispettando i loro tempi e le loro forze. Ci sono persone che non hanno mai imparato e praticato queste virtù”.
Marie Laprune

lunedì 16 ottobre 2017

CHIESA DI TUTTI CHIESA DEI POVERI

Gentili amici
Come già è stato detto il tema dell’incontro, “Ma viene un tempo, ed è questo”, significa interpretare il pontificato rinnovatore di Francesco come l’inizio di un tempo nuovo, per l’umanità e per la Chiesa. Il tempo a cui si allude è quello annunciato da Gesù alla Samaritana al pozzo di Giacobbe, il tempo in cui, deposti gli idoli, si sarebbe “adorato il Padre in spirito e verità”, in una umanità finalmente riconciliata e riunita. È evidente la forte carica di speranza e di fiducia implicita nella scelta di questo tema; essa però va misurata con la durezza dei tempi che stiamo vivendo, per non fare come quelli che, come rimprovera la Bibbia, “raccontano i loro sogni” e “profetizzano secondo i loro desideri”.
Per questa ragione l’assemblea dovrà sentirsi investita dalla sofferenza e dall’estrema minaccia che gravano oggi sul nostro tempo e sul mondo. In particolare non si potrà non assumere nell’analisi la perdita e addirittura lo scempio del diritto, dell’etica pubblica e delle culture di convivenza, che sono il portato dell’attuale fase della globalizzazione. L’effetto più grave di queste demolizioni in corso è la precarizzazione della vita, soprattutto dei giovani, e la riproposizione, come se fossero del tutto normali, di politiche di genocidio: ne troviamo le tracce sia nelle reciproche minacce di distruzione nucleare, sia nell’“economia che uccide” che toglie dalla vita e dal mercato popolazioni intere, sia nella vana pretesa di sottrarre alla vista il popolo dei migranti e dei profughi, sia nell’ecocidio onde è devastata la terra.
Di fronte a tutto ciò perché possa albeggiare l’epoca nuova  c’è un’urgenza da proporre, e non solo ai credenti ma a tutti, che è quella di resistere.
Resistenza è una parola che traduce la parola biblica paolina “katécon”, che vuol dire qualcosa o qualcuno che trattiene, che frena, che intercetta le forze di distruzione. Paolo chiama “mistero dell’anomia” questa negazione del diritto e della vita, e “senza legge” chiama l’iniquo che si fa potere a se stesso e si mette perfino al di sopra di Dio. Lo stesso pontificato di Francesco può essere visto, anche fuori delle religioni e delle Chiese, come un “katécon” contro tale anomia, come un fronte di resistenza ed un freno, in nome del Dio misericordioso, al crescere dell’inequità, ai genocidi e alla guerra. Tanto più questa resistenza deve essere messa in atto dalle persone e dai popoli.
Vedrà l’assemblea, e prima di essa la riflessione dei gruppi e delle comunità interessate, come approfondire, integrare e dare seguito a questa tematica, facendo così dell’incontro romano non solo un “forum” di discussione, ma un evento capace di sviluppi futuri.....

          Con i più cordiali saluti
                      www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
                         
Corso biblico di Torino

Venerdì 20 proseguiamo la lettura del libro dei Giudici a Torino in Via Principe Tommaso 4 dalle 17,45 alle 19,15.
Ci stiamo confrontando da almeno un anno con i "passi violenti" della Bibbia, presenti nei due Testamenti, e con i passi in cui l'ironia è uno dei connotati più evidenti di queste composizioni mitiche, simboliche, teologiche. Distinguere tra storia e mito fa sempre bene e salvaguarda il lettore da interpretazioni stravolgenti e "scandalose".

Franco Barbero

QUANDO LA FEDE E' VIVA

"La fede è viva quando Dio ci inquieta, ci tormenta, ci mette in movimento, ci lancia in un'avventura e in una ricerca , quando ci impedisce di essere soddisfatti  delle nostre credenze, delle nostre pratiche e della nostra etica.
Al contrario, una religione che ci porta tutte le risposte, che elimina domande, problemi e interrogativi, ci rinchiude in un feretro e ci seppellisce  in una tomba, quella dei nostri dogmatismi, in cui abbiamo  il sentimento illusorio di trovarci perfettamente al riparo.
Una religione di questo tipo certo fornisce delle rassicurazioni, ma dimentica e maschera il carattere vivente di Dio.
Lungi dal garantirci per contratto un conforto spirituale, intellettuale e psicologico, la fede ci scuote e ci smuove, continuamente, ci mette in movimento".
André Gounelle, Parlare di Dio, pag.99.

IL PAPA PARLA CHIARO

La fame non è una "malattia inguaribile".
Essa ha radici nella disuguaglianza, nell'accaparramento , nell'egoismo.
Se dirottassimo ciò che si spende nelle armi, avremmo pane, casa e salute per tutti.
Franco Barbero

I SENTIMENTI DI PAPA BONIFACIO

"Portato che fu l'avviso della morte di Bonifacio VIII, riferiscono che si sentisse soddisfatto d'animo, perché cessò la causa dei disturbi che potevano recargli i suoi nemici".
Celestino Telera

NEL SILENZIO

"Solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita: la conversione, l'amore, il sacrificio, la morte".
Tonino Bello, Vescovo

SE LE RELIGIONI SAPESSERO....

Ho sempre pensato che le religioni non conoscono il pozzo di saggezza e le sorgenti di giustizia e di felicità che hanno in affidamento da Dio nel loro cuore.
Tesori inutilizzati!
Perché hanno preso la strada del potere, dei dogmi, del devozionalismo e così hanno messo una pietra sepolcrale sui tesori  di spiritualità, di amore, di relazione cosmica.
Le religioni devono compiere un cammino di conversione per riscoprire la missione che Dio ha loro affidato per il bene di tutte le creature.
Franco Barbero
 
IL MANIFESTO: MEGLIO DI FAMIGLIA CRISTIANA
Rivoluzione in Vaticano (e al manifesto)? No, ma per la Chiesa certamente una discontinuità forte.
Il comunismo non c'entra ma il focus delle parole del Papa ha a che fare con i movimenti rivoluzionari.


Il Concilio Vaticano II è stato una straordinaria porta spalancata su un pensiero cristiano fino ad allora per i più inimmaginabile.
Colpì anche noi comunisti che del Vaticano, e non senza ragioni, eravamo abituati a sospettare.  Nelle tesi per il IX congresso del PCI fu inserita una affermazione significativa: la religione sentitamente vissuta può essere un contributo importante alla critica anticapitalista.
Un concetto su cui Togliatti tornò in modo più netto nel discorso, diventato famoso, tenuto al primo convegno su cattolici e comunisti promosso da una organizzazione comunista: dalla federazione della «bianchissima» Bergamo (di cui mi piace ricordare che era segretario uno dei fondatori de Il Manifesto, Eliseo Milani).
E poi c'erano stati in America Latina, negli anni '70, Puebla e la Liturgia della Liberazione. Ma la grande innovazione di cui Papa Bergoglio si fa ora paladino sta nel dire che i poveri bisogna amarli e aiutarli e che poi andranno in paradiso, ma che devono alzare la testa e combattere qui e oggi, su questa terra e in questo tempo. E nel chiedere ai movimenti, e cioè alla politica, di farsi carico di generare i processi necessari.
Se il manifesto veicola i discorsi di papa Francesco, non è per ospitalità, o per strumentale ammiccamento. È perché questo suo messaggio lo sentiamo nostro. Utile anche ai nostri lettori. Molti generosamente impegnati nella solidarietà, e però spesso, per disillusione, ormai scettici verso la politica.
Luciana Castellina
Dal 5 ottobre, in edicola con il manifesto «Terra, casa, lavoro. Discorsi ai movimenti popolari» di papa Francesco. Un libro edito da Ponte alle Grazie curato da una delle nostre firme Alessandro Santagata. Introduzione di Gianni La Bella.

Bello… e poi Luciana Castellina cita persino la "Liturgia della liberazione". Brava: aggiunge un capitolo alla Teologia della liberazione.

Franco Barbero
UN CAMMINO NUOVO

L'amore al tempo e alla terra sono vincolanti nella riflessione mistica di Teilhard. Se nel passato esisteva una dicotomia che separava l'amore al cielo e l'amore alla terra, come se si escludessero a vicenda, da tempo le coscienze cristiane più avvertite e profonde percorrono un sentiero nuovo: andare al cielo attraverso la terra, cioè pienamente inseriti nel processo storico cosmico.

Franco Barbero
La scienza ci dà la possibilità di conoscere i mezzi per giungere a uno scopo prescelto, ma non ci aiuta a decidere quali scopi perseguire.

BERTRAND RUSSEL

​[Il Fatto Quotidiano, 3 ottobre]

Mappa Mondo
Damasco attacco Kamikaze, 17 morti

È salito a 17 morti il bilancio dell'attacco kamikaze che ha colpito un commissariato di polizia nel quartiere di Midan, nella capitale siriana Damasco. Lo hanno riferito i media ufficiali locali, secondo i quali ad entrare in azione sono stati tre o forse quattro attentatori suicidi che si sono fatti saltare in aria davanti e all'interno dell'edificio delle forze di sicurezza. Ansa

(Il Fatto Quotidiano 3 ottobre)
Senza Pensieri (in Piazza) per i tagli del Comune

L'Associazione culturale «Pensieri in Piazza», a causa di una non più sostenibile carenza di fondi, si vede costretta suo malgrado a sospendere tutte le iniziative già programmate per i prossimi mesi. «A partire dal 2005 – scrive in un comunicato l'Associazione – abbiamo cercato di promuovere nel territorio pinerolese un progetto culturale volto a costruire occasioni di riflessione e confronto intorno alle principali problematiche che oggi attraversano la società e le persone. Negli anni sono stati realizzati una molteplicità di eventi: decine di incontri con esponenti di primo piano della cultura italiana e internazionale, mostre, spettacoli, realizzazione di video e dossier, conferenze dei relatori e dibattiti con gli studenti delle scuole superiori di Pinerolo, camminate e biciclettate "pensanti". Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro totalmente volontario del direttivo della nostra associazione ed alle proficue collaborazioni realizzate con le altre associazioni operanti sul nostro territorio, con molti comuni del Pinerolese, con la Fondazione Cosso, con le Fondazioni bancarie, e con gli Assessorati alla Coltura di Pinerolo, Provincia e Regione.  Nel mese di luglio, l'Assessorato alla cultura di Pinerolo, in modo del tutto inaspettato, ci ha comunicato che per il corrente anno il contributo assegnato alla nostra Associazione è pari a 0 (a esclusione del rimborso di 2000 euro già erogati per l'organizzazione della "Notte delle Muse", contributo che ha coperto solo la metà delle spese da noi sostenute per collaborare ad un'iniziativa del Comune). La notizia ci sorprende perché nei passati 13 anni abbiamo sempre avuto positive collaborazioni con le varie giunte che si sono alternate a Pinerolo, mentre questa comunicazione ci sembra contenere un implicito giudizio negativo, o quantomeno di irrilevanza, nei confronti delle nostre proposte culturali. Ovviamente è nella responsabilità dell'Assessore e della Giunta in carica a definire la politica culturale del Comune, ma ci piacerebbe conoscere le ragioni che hanno motivato questo giudizio e questa scelta, e conoscere quale progetto culturale l'attuale amministrazione abbia in mente per la città e quale ruolo pensa possano avere le varie associazioni, e Pensieri in Piazza in particolare (oltre a quello subordinato di collaborare alle iniziative dell'Assessorato, come è avvenuto per la Notte delle Muse)».

(da Riforma 29 settembre)

domenica 15 ottobre 2017

LA BIBBIA NON E' PAROLA DI DIO

"La parola di Dio è la parola degli uomini che parlano di Dio. Dire sic et simpliciter che la Bibbia è la parola di Dio, non corrisponde a verità. Quando la Bibbia dice : " Dio ha detto, Cristo ha detto..." non è Dio che l'ha detto, non è in senso stretto Cristo che l'ha detto, ma sono gli uomini che hanno raccontato la loro esperienza  di relazione con Dio".
E. Schillbeeckx

Caro lettore, cara lettrice,
fai attenzione domenica prossima. Se vai alla messa, presta particolare attenzione al modo con cui il sacerdote o il lettore chiude le letture bibliche che il lezionario ha individuato per quella domenica.
Ti accorgerai che, quasi sempre, la formula usata dopo la lettura biblica è : "parola di Dio", "parola del Signore".
Si tratta di una scarsa consapevolezza delle scienze bibliche e di una prevalenza routinaria. 
Ma tu che cosa puoi fare? Garbatamente puoi accostare il sacerdote o il lettore per ricordargli che la riflessione del teologo sopra riportata è oggi universalmente acquisita, se vogliamo leggere la Bibbia con criteri storici e critici. Altrimenti facciamo dire a Dio le più macroscopiche sciocchezze e le più furenti violenze.
Franco Barbero